“La guerra dei Murazzi” tratto dalla raccolta “La guerra dei murazzi” di Enrico Remmert

Per il progetto “Il Ceppo Dei Lettori Selvaggi” pubblichiamo la recensione di Alice Zaffuto al racconto “La guerra dei Murazzi” tratto dalla raccolta “La guerra dei murazzi” di Enrico Remmert.

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Quattro racconti, quattro storie appassionanti che incrociano i temi più attuali come il razzismo, l’immigrazione e il “lottare per sopravvivere”, ma anche temi senza scadenza come l’amore e l’amicizia. Il primo racconto, in particolare, fa riflettere su ognuno di questi punti.

Il libro “La guerra dei Murazzi” di Enrico Remmert, fa parte dei tre finalisti del Premio Letterario del Ceppo 2018. Si tratta di un libro diviso in quattro racconti, l’uno diverso dall’altro, in cui si parla di temi differenti come il razzismo, la violenza e le diverse culture.

Le storie dei personaggi raccontati da Remmert sono come inserite in una continua “lotta per la sopravvivenza”, scalfite da amori e da episodi della vita che incidono indelebilmente il carattere e il pensiero degli esseri umani. Ciò che però unisce i quattro racconti è senza dubbio la notte, vista in tutte le sue sfaccettature: dalle passeggiate al chiaro di luna lungo il Po che tranquillizzano l’animo, alle insolite notti cubane, fino alla violenza e alla crudeltà dell’uomo che puntualmente si sprigiona durante le ore di buio.

Il racconto che meglio racchiude e mostra i temi prevalenti del romanzo è sicuramente il primo, il quale dà il titolo all’intero libro. A differenza degli altri tre racconti, in questo caso la storia ci viene presentata attraverso gli occhi di una donna, Manu, che, in una Torino degli anni ’90, ci racconta della movida torinese dei Murazzi e di come nel tempo sia relativamente cambiato quel luogo così pieno di storie fornendoci un’immagine quanto più nitida della situazione del tempo.

E’ una storia d’amore tra Manu ed un ragazzo albanese, Florian, grazie alla quale l’autore affronta temi importanti come il razzismo e la violenza, trattati dal punto di vista della protagonista che si mette continuamente in discussione cercando di capire a fondo la natura di sentimenti così forti.

Durante una sua riflessione, Manu, cita in particolare l’illuminista Rousseau, dal quale si distacca completamente, sostenendo che l’istinto violento è presente in ogni creatura dal momento della nascita. E’ però un discorso completamente giustificabile, considerato il fatto che da sempre Manu ha vissuto in un luogo come quello dei Murazzi.

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