“Polvere” tratto dalla raccolta “Mastica e sputa” di Pino Roveredo

Per il progetto “Il Ceppo Dei Lettori Selvaggi” pubblichiamo la recensione di Caterina Ligori al racconto “Polvere” tratto dalla raccolta “Mastica e sputa” di Pino Roveredo.

IMG_3157-14-03-18-06-39

Roveredo trasfigura nel suo libro i vecchi archivi di un ex manicomio da lui visitato, che possiede ancora oggi, focalizzandosi sulla morte di una bambina che a suo avviso non è mai arrivata. Angela infatti, non ha mai trovato affetto nelle circostanze in cui è stata costretta a vivere, non ha mai realmente vissuto. Ingiustizia e incomprensione, questo racconto trasmette in modo netto e deciso questi due temi, emozionando il lettore ma lasciandogli anche un filo di amarezza.

Polvere, questo racconto che racconta la triste successione dei giorni di Angela, una ragazzina di 10 anni ricoverata in un manicomio con gravi problemi di frenastenia, è breve ma decisamente incisivo. Angela viene soprannominata “idiota”, dagli assistenti nelle cartelle ritrovate nell’ex manicomio, è evidente infatti un atteggiamento indifferente, aggressivo, scocciato degli assistenti: “anche stanotte l’idiota ha disturbato”, scrivono.

Angela ha solamente dieci anni, e tutto ció di cui ha bisogno per sentirsi viva è semplicemente essere presa in braccio, ma la meschinità di coloro che la assistono non permette ad Angela di ricevere l’affetto desiderato. “Angela P. è morta senza morire” scrive l’autore, Angela non ha mai vissuto in realtà, morta all’età di quindici anni non ha mai provato cosa significhi essere presa in braccio, non ha saputo cosa significhi ricevere una carezza.

In poche pagine il racconto lascia un’amarezza che ci lascia riflettere sul titolo del libro. Mastica e Sputa l’ho inteso come il gesto di mandare giù un boccone amaro, di sopportare ingiustizie gratuite. La sopportazione, è ricollegabile a numerosi racconti del libro, ad esempio per la signora “Mafalda” il tempo è un castigo da sopportare, la signora infatti, anziana e scorbutica ammette di non essere mai stata cosí, ma di aver molto sopportato nel suo passato.

Due personaggi con una sorte simile anche se in situazioni opposte, Angela e Mafalda, dopo aver tanto sopportato, sono state dimenticate entrambe: una nell’indifferenza di un manicomio e l’altra nell’incomprensione delle persone che aveva attorno ogni giorno all’osteria in cui era solita andare.

Il libro racconta storie di persone totalmente diverse, con problemi che non hanno niente a che vedere l’uno con l’altro se non il peso che affligge i diversi personaggi dell’aver tanto masticato e poi sputato tutto insieme, dell’aver sopportato o dell’essere stati vittime di ingiustizie che hanno totalmente cambiato la loro vita. È proprio questo ció che succede al protagonista del racconto “Mastica e Sputa” che perderà di vista il suo più grande amore, a causa di un incidente di cui lui non era complice, passerà anni senza poter vedere la sua amata Nina, che scoprirà poi essere morta.

Tutti i racconti sono di grande impatto, perchè da ciascuno di essi si capisce che le tristi sorti dei personaggi sono dovute a delle mancanze che hanno avuto durante la loro vita, molto spesso affettive, probabilmente messe in secondo piano dal resto del mondo. Angela in fondo, non aveva bisogno di niente se non di un po’ di considerazione.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...